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Target a cui si indirizzano anime e manga

In Giappone come molti ben sanno i prodotti fumettistici o animati oltre a essere suddivisi per generi, vengono anche contraddistinti per target. Ogni prodotto in quanto tale viene infatti ideato appositamente per una determinata fascia di età a cui sarà destinato e a un determinato pubblico in base al sesso di appartenenza. Molta gente fa ancora confusione sentendo parlare di Seinen, Seijin, Joei e via andare. Mi è parso quindi opportuno fare una storta di lista in cui inserire i vari target di riferimento per l'ideazione e la diffusione di tali prodotti.

Shōnen Manga

Tradotto letteralmente significa fumetto per ragazzi (Shōnen). Essi vengono appositamente creati per giovani ragazzi che vanno dall'età scolare fino a quella dell'adolescenza. Come è facilmente intuibile i temi trattati sono quelli cosiddetti da uomini. Si opterà quindi per trame avvincenti e avventurose in cui la forza e l'arguzia dei protagonisti avrà la meglio sugli eventuali cattivi di turno. Viene in qualche modo enfatizzato il cameratismo maschile e le donne presenti sono per lo più le classiche bellone e sexy che flirtano coi protagonisti.

Shōjo Manga

Tradotto letteralmente significa fumetto per ragazze (Shōjo). Essi vengono appositamente creati per intrattenere le ragazze dall'età scolare fino alla maggiore età, ma capita spesso e volentieri che i maggiori successi siano letti anche da ragazze più grandi o da gente dell'altro sesso. Fino alla metà degli anni '60 circa essi venivano creati da fumettisti uomini per poi essere unicamente realizzati da mangaka donne. Il grande momento per questo genere venne intorno agli anni '80 quando autrici come la Ikeda iniziarono a proliferare. Col passare degli anni anche i temi trattati mutarono. Inizialmente infatti le storie si basavano per lo più su intrecci amorosi e romantici, ma col passare del tempo anche generi solitamente considerati maschili come l'horror e l'avventura iniziarono a farsi strada. La peculiarità degli Shōjo comunque è da rintracciarsi nello stile grafico. L'impaginazione libera unita all'utilizzo di notevoli simboli grafici, ne sono un esempio per tutti le classiche cornici floreali, fanno da sfondo a personaggi solitamente molto belli e dai caratteristici occhioni dalle grandi dimensioni. Lo Shōnen-ai è considerato come un sottogenere degli Shōjo manga.

Seinen Manga

Tradotto letteralmente significa fumetto per giovani (Seinen) e sta a indicare tutte quelle produzioni che per i temi trattati si indirizzano a un pubblico che va dai 18 ai 30 anni. Le storie trattate sono solitamente complesse e delicate così come la cura delle tavole è spesso maggiore. In Italia sussiste l'errata convinzione che gli Seinen manga siano un sinonimo di Shōnen manga, cosa completamente errata, dato il differente target di età a cui tali prodotti sono indirizzati.

Ladies Manga

Come è facilmente intuibile dalla parola anglofone Ladies questo genere tratta per lo più argomenti similari agli Shōjo, e quindi destinati a un pubblico femminile, indirizzandosi però a una fascia maggiore di età. Sia i temi che i protagonisti non saranno più in riferimento all'età adolescenziale ma ad una fascia di età successiva che ritrae quindi le giovani donne, dai 20 anni in su, alla prese solitamente con la vita quotidiana.

Josei Manga

Josei significa letteralmente donna adulta/matura e tale genere puo' essere considerato come equivalente dei Ladies Manga. In quanto tale puo' venir preso in considerazione come il corrispettivo femminile degli Seinen Manga.

Shōnen-ai

Con questo termine che letteralmente puo' essere tradotto come amore tra/per ragazzi (Shōnen significa ragazzi, mentre ai significa amore) si intendono tutte quelle pubblicazioni e produzioni anime e manga in cui vengono toccate tematiche affettive che implicano relazioni omosessuali tra ragazzi. Lo Shōnen-ai puo' essere identificato in due modi. Secondo una prima classificazione infatti appartengono a questo genere opere in cui non sono rappresentate scene sessuali esplicite, preferendo invece la descrizione eterea dei sentimenti provati dai protagonisti. In base invece all'altra classificazione la rappresentazione grafica passerebbe in secondo piano divenendo invece oggetto di attenzione l'età, includendo in questo genere quindi opere che hanno come protagonisti ragazzi maggiorenni, che abbiano compiuto quindi i 18 anni. Cosa fondamentale da ricordare è che il genere dello Shōnen-ai è creato da donne affinchè venga letto da altre donne. Come è facilmente intuibile quindi lo stile utilizzato si avvicina notevolmente a quello Shōjo.

Yaoi

Con il termine Yaoi si intendono generalmente prodotti che tocchino tematiche omoerotiche o detto in altre parole in cui si sviluppino legami amorosi e/o sessuali tra ragazzi. E' un termine coniato in periodo più recente rispetto a Shōnen-ai e si è sviluppato in particolar modo nell'ambiente dōjinshi. Lo Yaoi infatti è nato da una dōjinshi che raccontava una relazione omosessuale tra due protagonisti maschili e trae la sua origine come acronimo di YAmanashi, Ochinashi, I minashi che in giapponese significa "niente climax, niente risvolti, nessun significato". Come è quindi intuibile l'attenzione viene focalizzata su scene di sesso esplicite facendo passare spesso e volentieri la trama in secondo piano. Rispetto allo Shōnen-ai quindi si hanno contenuti più forti tanto che inizialmente avevano fatto credere che il termine Yaoi fosse l'acronimo di YAmete, Oshiri Itai che tradotto significa "fermati, mi fa male il sedere"! Anche in questo caso si parla di un genere nato dalla matita di donne per intrattenere altre donne in cui vengono presentati a grandi linee sempre gli stessi stilemi. I protagonisti solitamente incarnati da bishonen vengono distinti in seme ovvero colui che è attivo nell'atto sessuale e uke cioè colui che è passivo, i quali vengono graficamente rappresentati in modo più o meno mascolino a seconda dei casi.

Shōjo-ai

Il termine Shōjo-ai letteralmente significa amore per le ragazze.
In Giappone esso assume una connotazione particolarmente negativa in quanto indica l'attrazione provata per ragazzine adolescenti e bambine. Come si puo' facilmente intuire tale termine viene quindi spesso e volentieri associato alla pedofilia rivolta esclusivamente verso soggetti femminili. In questo ambito si puo' anche utilizzare il termine Rorikon.
In ambito anime e manga invece Shōjo-ai assume invece un'altra connotazione. Infatti esso descrivendo l'amore provato tra ragazze indica quelle opere in cui le protagoniste intessono relazioni affettive di stampo omosessuale. Tale termine ha visto il suo prolificarsi soprattutto negli ambienti delle dōjinshi, anche se ultimamente ha avuto proseliti anche nelle pubblicazioni ufficiali.
Comunque data l'implicazione di connotazioni estremamente negative che tale termine ha in patria si predilige utilizzare anche nel mondo di anime e manga il suo sinonimo Yuri.

Yuri

Yuri, che tradotto letteralmente significa giglio, in ambito anime e manga indica quelle opere caratterizzate da temi principali o secondari in cui si sviluppano intrighi amorosi ed affettivi tra ragazze. Solitamente è quindi considerato l'equivalente al femminile dello shōnen-ai/Yaoi. In occidente esiste la brutta abitudine nel distinguere ed attribuire differenti significati al termine di Yuri e Shōjo-ai. Infatti è opinione comune che il primo sia utilizzato in riferimento a scene sessuali più esplicite, mentre il secondo sia utilizzato in relazione a tematiche meno fisiche e più che altro ideali e mentali. Tutto questo è errato dato che in patria essi sono sinonimi e quindi interscambiabili. Viene solitamente utilizzato preferibilmente il termine Yuri in quanto come è stato già ribadito Shōjo-ai mantiene connotazioni negative che potrebbero venir ricondotto alla pedofilia rivolta a soggetti femminili. Queste storie di amori omosessuali sono molto meno conosciute che i corrispettivi maschili, tanto che almeno per ora non hanno molto seguito al di fuori dal Giappone. La grande differenza che li distingue da quest'ultimi è la totale assenza di espliciti rapporti sessuali tanto che le trame sono per lo più farcite da sentimenti disincantati e assolutamente platonici. Cosa fondamentale da ricordare per il genere Yuri e Shōjo-ai è che viene realizzato da uomini per essere letto per lo più da uomini.

Shotakon

Shotakon è la contrazione delle parole nipponiche Shōtarō complex che indicano l'attrazione, quasi sempre in senso sessuale oltre che affettivo, nei confronti di ragazzini estremamente giovani. Per lo più si fratta infatti opere estremamente esplicite ed avvicinabili pertanto al genere Hentai. Delicati e nella maggior parte dei casi efebici i protagonisti delle vicende si muovono in relazioni con i loro coetanei oppure si avvicendano con ragazzi estremamente più maturi di loro, soprattutto in materia sessuale. Anche qui ci troviamo di fronte a storie scritte da donne e indirizzate ad altre donne e in modo ancor più caratteristico e lampante rispetto agli altri generi presentati si ha uno stile grafico molto vicino a quello utilizzato negli Shōjo. Si tende infatti a sottolineare la giovane età dei protagonisti utilizzando lo stile kawaii tanto che in molti casi questa infantilità ostentata non li rende più chiaramente identificabili sessualmente. La difficoltà nel riconoscere se si tratti di un uomo o di una donna data dallo stile cute fa parlare di Rorishota , mentre nel caso in cui i giovani protagonisti siano presentati con l'aggiunta di code o orecchie di animali si parla di kemoshota .

Hentai

ll termine Hentai è una parola giapponese utilizzata in Occidente, per riferirsi all'animazione nipponica, riviste a fumetti e videogiochi contenenti opere con riferimenti sessuali espliciti e pornografici. Tale termine è stato largamente diffuso, in modo particolare dall'avvento di internet, dallo slang inglese a tutto il resto del mondo. Fondamentalmente la sua accezione è scorretta in quanto in Giappone tradotto letteralmente significa "perverso" e prodotti di natura pornografica vengono chiamati juu hachi kin anime ovvero vietato ai minori di 18 o più semplicemente seijin che significa per adulti. Nel nostro paese comunque Hentai è entrato nel linguaggio comune per chiamare i prodotti animati e fumettistici porno tout-court.

Seijin

Questo termine significa letteralmente adulto e con esso vengono indicate in Giappone tutte le produzioni contenenti temi di stampo pornografico. Sarebbe pertanto corretto se venisse utilizzato questo termine al posto di Hentai per indicare tutto il materiale di derivazione animata o fumettistica riguardante scene sessuali esplicite.