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Le critiche mosse agli anime: La violenza

Le accuse nei riguardi delle serie giapponesi non tardarono ad arrivare, tanto che, a soli tre anni dalla loro prima trasmissione in Italia, venne fatta un’interpellanza parlamentare contro di loro. Il cartone preso di mira fu Goldrake [vedi immagine], il quale venne così presentato da Silviero Corvisieri:
Si celebra dai teleschermi, con molta efficacia spettacolare, l’orgia della violenza annientatrice, il culto della delega del grande combattente, la religione delle macchine elettroniche, il rifiuto viscerale del ‘diverso’…

S. Corvisieri, Corriere della sera, 7 Gennaio 1979

  • Vickie il vichingoActarus - Goldrake
Leggendo queste righe, coloro che all’epoca seguivano Goldrake, si saranno sicuramente domandati  se per caso Corvisieri avesse visto la trasmissione sbagliata, ma il resto dei lettori rimase impressionato e indignato. I termini pomposi e il linguaggio ricercato conferirono una certa solennità al discorso fatto e scatenarono le ire del pubblico. Genitori protettivi aderirono tacitamente all’invito di vietare tali trasmissioni ai propri figli in quanto portatrici di valori errati e di pura violenza gratuita.
Il tutto ovviamente venne fatto senza un minimo di conoscenza in materia dato che nessuno si era preso la briga di guardare il cartone in questione per assicurarsi quanto ”l’orgia della violenza annientatrice” fosse reale.
Se così avessero fatto si sarebbero infatti accorti che Goldrake combatte solo per portare giustizia tanto che Actarus [vedi immagine], il suo pilota, è un convinto pacifista ed è costretto a combattere suo malgrado per proteggere la terra.
Ma, come si suol dire, il dado era ormai tratto. Iniziarono le proteste e nel maggio dell’anno seguente arrivò al quotidiano Il giornale una lettera in cui seicento genitori si erano uniti per protestare contro la messa in onda del cartone. Anche in questo caso però la superficialità degli attacchi ebbe la meglio e nessuno seppe portare critiche ragionate; tutti infatti puntavano il dito contro la serie accusandola di violenza e congetturando sui bassi istinti di avidità dell’eroe.Fortunatamente ci furono anche persone in grado di alzare il tono della polemica, come il noto scrittore Gianni Rodari.
Bisognerebbe vedere oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cos’è per un bambino l’esperienza di Goldrake […] Bisognerebbe chiedersi il perché del loro successo, studiare un sistema di domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire loro delle opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte […] Invece di polemizzare con Goldrake, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno. Il vecchio Ercole era metà uomo e metà Dio, questo in pratica è metà uomo e metà macchina spaziale, ma è lo stesso , ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l’affronta e la supera. Cosa c’è di moralmente degenere rispetto ai miti di Ercole?

G. Rodari, Dalla parte di Goldrake, Rinascita, n.41, 1980


  • Hokuto no KenHokuto no Ken
Rodari ha infatti qui centrato un punto fondamentale della questione: perché continuare ad accusare qualcosa basandosi solo su dei pregiudizi quando sarebbe più semplice e più corretto provare ad osservare più attentamente il fenomeno in questione e chiedere ai ragazzi che cosa esso suscita in loro e per quale motivo viene tanto amato? Purtroppo quella dello scrittore fu solo una goccia in un oceano di illazioni sconclusionate e calunnie belle e buone. Fantomatico rimane a questo proposito il caso di Ken il guerriero [vedi immagine], anime fantascientifico accusato di essere responsabile dei tragici eventi dei lanci di sassi del cavalcavia. Senza dubbio la serie è particolarmente cruenta e probabilmente non adatta a un pubblico di bambini, ma sicuramente non tanto violenta da ispirare e istigare un gruppo di balordi, perché solo così si possono definire, a lanciare dei sassi da un cavalcavia e questo per due semplicissime ragioni. La prima è che il fumetto che proponeva le avventure del successore della scuola di Okuto all’epoca dei fatti non era ancora stato pubblicato e la seconda è che l’intera serie è ambientata in una terra post-olocausto e quindi priva di infrastrutture e di conseguenza di cavalcavia. Come si vede anche in questo caso è l’ignoranza a farla da padrone, ma per Ken il guerriero le disavventure non finirono qui. Tale serie infatti ha subito probabilmente gli attacchi più pesanti e sicuramente più a lungo perpetrati nel tempo.
Un vero e proprio caso nazionale è scoppiato con la soppressione del cartone animato 'Ken il guerriero'. Scrive Maurizio Bologni sulle pagine de "La Repubblica": "Immagini forti, troppo violente. Cosi`, le mamme hanno protestato e la TV privata Rete 37 di Firenze ha sospeso la fortunata serie. I ragazzi pero` non ci stanno e hanno organizzato la controffensiva. Hanno promosso alcune petizioni nelle scuole della Toscana per chiedere che 'Ken il guerriero' torni a far strage di cattivi. Per loro è un eroe buono, il vendicatore giusto. Contestano che dallo schermo arrivi un messaggio poco educativo o negativo. E’ guerra, dunque, tra genitori e figli.[...] Contro Ken, le mamme si sono mosse dalla Toscana, ma anche dalla Liguria e dal Lazio, dove arrivano le onde di Rete 37. Hanno telefonato e scritto alla sede della TV, hanno raccolto firme per il garante dell'editoria, una rappresentanza si è rivolta al Maurizio Costanzo Show. Alla fine la direzione di Rete 37 ha deciso di autocensurarsi e ha sospeso il telefilm violento." A proposito della protesta degli studenti toscani (Istituto tecnico Industriale "Sarrocchi" a Siena e "Roncalli" a Poggibonsi) ha parlato anche Augusto Mattioli su "L'Unità": "Non pochi ragazzi non nascondono la loro delusione per la sospensione. 'Ken il guerriero –dicono alcuni - è uno che vuole rimettere in sesto le sorti del mondo. Certo è una storia un po' stupida, però..' Però resta da capire il motivo per il quale ne sono così affascinati e così presi tanto da raccogliere in poco tempo decine di firme per vedere altri episodi. Alcuni riconoscono che in effetti nel fumetto giapponese la violenza è molto forte. Ma aggiungono: 'Ci sono dei film che vengono trasmessi in ore più accessibili a tutti molto piu` violenti di Ken. In fin dei conti questo è solo un cartone e niente di più” Ben altro taglio riserva "L'Indipendente". "I bambini di Siena rivogliono 'Ken il guerriero', l'eroe che con la sua spada atomica, fino a pochi giorni fa faceva a pezzettini i cattivi. [...] Ma i piccoli utenti del piccolo schermo si sono organizzati e stanno promuovendo una raccolta di firme nelle scuole elementari di Siena e provincia per ottenere il ritorno del loro sanguinario eroe. 'Ken il guerriero' è un giustiziere dell'era post-atomica che uccide, in maniera molto violenta e crudele, i malavitosi per riportare l'ordine nella società. Ai nemici di Ken spettano fini orribili, degne del miglior genere splatter: sventrati con la mannaia atomica, decapitati tra mille schizzi di sangue, impalati sull'alabarda computerizzata e così via. Proprio la crudezza delle scene che ogni giorno invadeva le case dei senesi ha spinto mamme e papà, preoccupati per l' influenza che un tale spettacolo può avere sui loro figli, a far sospendere la trasmissione del cartone. Ma i genitori, e tanto meno i responsabili della TV locale, non si aspettavano di suscitare le ire di tanti piccoli Ken il guerriero." Il pezzo non è firmato, e forse è meglio così. Un solo appunto: come illustrazione avrebbero potuto usare un fotogramma di Ken, invece di '3x3 Occhi', che con l'opera di Bronson e Hara non ha nulla a che spartire, così come le mannaie atomiche e le alabarde computerizzate!
Le proteste che hanno coinvolto Rete 37 sono molto indicative e dimostrano quanto l'unione faccia la forza. La programmazione di 'Ken il guerriero' è infatti ripresa, e l'emittente si è vista costretta a mantenere persino l'orario inalterato.

L'Edikola , Kappa Magazine n. 23

Questo lungo stralcio di articolo tratto da Kappa Magazine ben rende l’idea della situazione creata dalla serie giapponese e chiarifica anche quanto la posizione dei giovani telespettatori sia ferma e irremovibile: Kenshiro non si tocca!