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Glossario

Per la maggior parte della gente giunta a sfogliare le pagine di questo sito penso non sia necessario un glossario di questo tipo. Ma voglio rivolgermi anche a tutti che coloro che leggendo recensioni oppure sentendo parlare di anime molte volte non riescono a capire a pieno o cogliere tutte le sfumature linguistiche. Ecco spiegato il motivo di questo breve glossario che tenta di riassumere alcune delle parole chiave che vengono utilizzate ogni qual volta si parli di animazione e manga in genere.

4 Koma: La traduzione letterale è "4 vignette" e sta a indicare delle strisce di fumetti costruite verticalmente, seguendo quello che è appunto il comune senso di lettura giapponese.

Aidoru: Termine desunto dall'inglese Idol (vedi definizione)

Aniparo: tratto da Anime Parody; con questo termine si intendono i manga/anime che fanno parodia di anime più celebri.

Anime: Neologismo giapponese introdotto tra il 1977 e il 1983, in concomitanza del così detto anime boom (da cui deriva il nome) e nato dal termine inglese animation, ovvero animazione. Tale termine si riferisce ai disegni animati giapponesi, soprattutto con riferimento a quelli televisivi e quelli realizzati per l'home video anche se negli ultimi anni interessa anche l'animazione cinematografica e interattiva.

Anime Comic: Con questa definizione vengono chiamati i fumetti realizzati a partire dall'assemblamento di fotogrammi tratti dalle serie animate opportunamente editati. In Giappone sono popolarissimi mentre qui in Italia non hanno ancora riscosso un gran successo.

Audience: In inglese significa pubblico e sta a indicare il pubblico inteso come gruppo di persone che gradisce un dato spettacoloo programma.

Bilingual Edition: Tradotto letteralmente significa edizione bilingue. In Giappone le testate più popolari hanno intere collane in cui i personaggi più famosi sono editati sia in giapponese che in Inglese. Questo ha un duplice scopo:infatti da una parte si vuole insegnare ai ragazzi l'inglese in un modo semplice e intuitivo grazie proprio ai manga, mentre dall'altra invogliano i lettori occidentali all'acquisto, così che anche loro possano comprendere. Neanche a dirlo ovviamente in Italia non esiste nulla di simile.

Bishojo/Bishonen: Questi due termini giapponesi significano rispettivamente ragazze e ragazzi di bell'aspetto. Sono entrati a far parte nel linguaggio dei manga nel momento in cui essi indicano personaggi disegnati con un tratto morbido e aggraziato, caratterizzato ad esempio dai classici occhioni.

Bunko: Termine giapponese teso ad indicare i pratici formati tascabili. Essi infatti sono più piccoli degli usuali tankobon (vedi definizione) ma allo stesso tempo contengono più pagine. Vengono infatti ristampati in questo formato solitamente quei manga che hanno riscosso un enorme successo.

Card: Le card sono delle figurine  della grandezza di 6,5 cm per 9 cm con delle ottime stampe a colori su cartoncini plastificati. Solitamente esse riportano sul lato frontale un immagine, mentre sul retro qualche riga dedicata alla spiegazione dell'immagine stessa. Soprattutto nell'ambito dei manga e degli anime è attivo uno sfrenato collezionismo simile per certi versi a quello delle Card telefoniche (vedi definizione).

Card telefoniche: Identiche nelle dimensioni rispetto alle carte telefonicje italiane, in Giappone esse sono particolarmente curate. Infatti vengono stampate con un numero pressochè illimitato di immagini che spesso e volentieri ritraggono proprio personaggi o serie animate. Non solo esse vengono normalmente prodotte con svariati soggetti, ma vengono anche appositamente create per il mercato del collezionismo che è ampissimo. Questo fenomeno è sfruttato anche dalle case editrici di manga che colgono l'occasione per stampare serie speciali da regalare ai vincitori di concorsi indetti ovviamente dalle loro riviste., oppure da vendere solo in concomitanza ad occasioni del tutto speciali, come possono essere mostre e prime. Come si potrà ben capire alcune di esse sono estremamente pregiate tanto che esistono dei libri in cui appaiono le loro quotazioni.

CB: abbreviazione di Child Boy, è un termine usato per identificare i personaggi deformed.

Cel:Il cel, abbreviazione di celluloid (serouga in Giappone) e' un foglio di acetato trasparente usato per creare le animazioni. In pratica ogni cel e' un "frame". Essi vengono filmati in sequenza per dare l'illusione del movimento.
Il valore di un cel dipende da tanti fattori, eccone alcuni:
1) la rarita' e l'importanza della serie o del film (generalmente i cel dei film valgono maggiormente visto il minore numero di disegni necessari per realizzare una pellicola rispetto a una serie tv.)
2) Se si tratta di un disegno chiave di una sequenza (key cel), generalmente vengono realizzati dagli animatori piu' esperti (10 o piu' anni di esperienza) sono riconoscibili perche' portano il numero 1 (inizio sequenza) o il numero finale seguito da "end" (fine sequenza), esempio : A1 oppure 16 END.
3) il disegno e' un primo piano del personaggio principale.
4) Il disegno appartiene alla sigla iniziale o finale o ad una sequenza importante della serie o del film.
5) Il cel e completo del fondale, il Background (molto raro) oppure del DOUGA (raro) oppure del GENGA (rarissimo, in quanto rimangono alla casa produttrice e non sono messi in vendita).
6) Si tratta di un cel multilayer,composto da piu' lucidi.
7) Il cel e' un multilayer, completo di tutto, DOUGA, GENGA, BACKGROUND e magari e' anche il personaggio principale di una serie ricercatissima.

Chan: è un suffisso aggiunti ai nomi propri dei bambini/ragazzini, utilizzato spesso come diminutivo e vezzeggiativo

Character: personaggio

Character design: Studio e progettazione grafica dei personaggi da parte dei disegnatori di cartoni animati o fumetti.

Chibi: Tradotto letteralmente significa piccolo e viene spesso utilizzato per indicare cuccioli o personaggi piccoli e teneri che inducono quindi simpatia.

Cosplay: Abbreviazione dei termini inglesi costume playing, traducibile in italiano come "giocare indossando dei costumi". In Giappone infatti da vari anni, alle conventions sul fumetto e gli anime, molti ragazzini si travestono come i loro eroi preferiti sia cartacei che televisivi. Anche in Italia tale fenomeno di costume ha preso piede tanto che sono nati addirittura dei concorsi con relativi premi.

Daimyo: Nell'antico Giappone con questo termine veniva indicato il signore feudale.

Dojinshi: Termine giapponese che indica le fanzine (vedi definizione). Letteralmente significa infatti "rivista di persone uguali". Da ricordare che nel paese del sol levante esistono migliaia di fanzine in cui non lavorano solo dilettanti ma in alcuni casi anche personaggi illustri, che iniziata lì la loro carriera una volta raggiunto il successo non si sono sentiti di abbandonarle. Basti ricordare a tal proposito Kenichi Sonoda e Johji Manabe. Inoltre  a Tokyo ogni sei mesi viene allestita una convention chiamata Comic Market Place in cui gli stand sono costituiti da sole fanzine.

Esp: Contrazione dei termini Extra Sensory Perception col quale vengono indicati poteri extrasensoriali

Eyecacth: Vengono chiamati con questo nome i fotogrammi, solitamente inseriti circa a metà dell'episodio, che segnano l'arresto del flusso della narrazione a favore di un intermezzo pubblicitario. In Giappone infatti le serie vengono concepite sapendo a priori il punto in cui la pubblicità verrà inserita, permettendo quindi una corretta gestione del materiale. In poche parole gli eyecacth possono essere paragonati ai cartelli che qui in Italia troviamo al cinema che suddividono il primo e il secondo tempo. Graficamente ben realizzati, solitamente riprendono un simbolo o i personaggi chiave della serie in questione con uno stacchetto sonoro che indica l'arresto momentaneo della puntata.

Fanzine: Abbreviazione e contrazione di "Fanatic-Magazine" che significa "rivista fatta per appassionati e da appassionati", progettata al computer e poi stampata in tipografia.

Freak: Termine che significa "mostro", "obbrobrio", "scherzo della natura", "fenomeno da baraccone"

Gadget: Termine inglese che nell'ambito del marketing sta a indicare dei giochini o passatempi dati in in regalo con l'acquisto di prodotti come possono essere riviste o giocattoli.

Gaijin: Termine nipponico con cui i giapponesi usano indicare gli stranieri. Viene spesso utilizzato anche nei manga ed ha una connotazione piuttosto negativa.

Garage Kit: Molto in voga in Giappone e un po' meno qui in Italia sono dei modellini, dedicati ai personaggi degli anime, interamente da costruire e da dipingere. Solitamente sono prodotti in piccole quantità da aziende di varia natura: può infatti essere l'appassionato che li crea nel proprio garage (da qui il termine) o la ditta di grande dimensioni.

Gekika: romanzi a fumetti detti anche graphic novels

Henshin: Tradotto letteralmente significa trasformazione e nel campo degli anime e dei manga viene utilizzato quando i personaggi assumono altre sembianze. Come esempio basti citare le numerose trasformazioni che attuano le varie maghette grazie ai poteri magici di cui sono dotate.

Hentai: serie di produzioni anime/manga a carattere erotico o pornografico, destinato ad un pubblico adulto

Hinimaru: Questo termine letteralmente viene tradotto come "bandiera del disco solare" ed è il nome che i nipponici hanno dato alla loro bandiera, la quale rappresenta un disco rosso su sfondo bianco. Ricordiamo a tal proposito anche la versione più antica della suddetta bandiera in cui dal cerchio rosso partivano raggi a ventaglio, anch'essi rossi.

Intercalatore: Figura professionale che collabora a disegnare gli anime. In particolar modo gli intercalatori, avendo un disegno che rappresenta un movimento A e un un disegno che rappresenta un movimento B, devono far sì che questi due movimenti abbiano una continuità: pertanto il loro compito sarà quello di disegnare e riempire l'immagine per dare l'idea che avvenga un movimento continuo e il più fluido possibile.

Idol: Termine che denota tutti quei cantanti o artisti molto giovani, per lo più teen agers, la cui immagine è costruita a tavolino dalle case produttrici col fine di raggiungere notevole successo a livello commerciale. Di solito però la loro carriera è tanto intensa quanto breve dato che essi vengono per lo più sfruttati e per tale motivo sono da ritenersi oggetti di consumo a tutti gli effetti e pertanto tranquillamente rimpiazzabili e intercambiabili.

Kaiju o Kaiju Eiga: termina utilizzato per indicare le pellicole cinematografiche che hanno per protagonisti dei mostri (i kaiju appunto) che attaccano la Terra.

Kawaii: In giapponese significa 'carino', 'dolce'. Tale termine ha una connotazione sia affettiva e sia estetica e in linea generale in italiano può essere tradotto con l'espressione 'ma che carino!!!'

Ketsuekigata: In Giappone vi è la credenza che tramite il gruppo sanguigno di una persona si possa risalire ai tratti fondamentali del suo carattere. Questa è appunto la disciplina del Ketsuekigata, che giusto come termine di paragone per farvi capire meglio, puo' essere in qualche modo affiancata all'astrologia, che mira a studiare i caratteri basandosi sulle date di nascite e quindi sui segni zodiacali. Ecco spiegato quindi anche per quale motivo molto spesso nei manga insieme ai dati anagrafici di un personaggio vengano presentati anche i loro gruppi sanguigni.

Komiketto: Contrazione di Komikku Maketto, calco dell'inglese Comic Market. Essa è la convention che si tiene a Tokyo la quale ospita migliaia di fanzines (vedi definizione).

Kosupure: Contrazione di "kosuchumu puree" dall'inglese costume play. In Italia si utilizza il termine di Cosplay (vedi definizione)

Lady Comics: Con questo termine si indicano i fumetti destinati ad un pubblico femminile adulto. Ci si trova quindi davanti a un target più maturo rispetto a quello a cui sono indirizzati gli shojo manga.

Manga: Termine che in Giappone definisce i fumetti, coniato dall'artista Hokusai Katsushika intorno al 1814 e ottenuto congiungendo i due ideogrammi cinesi man (buffa) ga (immagini) per definire i suoi disegni in bianco e nero . E' stato il mangaka Rakuten per primo all'inizio del novecento ad applicare questo termine ai fumetti.

Mangaka: Autore di manga

Mawashiyomi: pratica che consiste nell'acquisto di un manga da parte di un individuo il quale viene poi fatto circolare tra più persone.

Mecha design: Abbreviazione di mechanical design ovvero la progettazione degli elementi meccanici sia in un fumetto che in un prodotto di animazione come può essere un anime oppure un videogioco.

Oav: E' l'abbreviazione di Original anime video, ovvero i disegni animati prodotti specificatamente per il mercato dell'home video. I primi Oav vennero prodotti in Giappone  tra il 1982 e il 1984 quando iniziò a espandersi tale tipo di mercato.

One-shot: Sta a indicare un prodotto editoriale (fumetto, special televisivo..) composto da un unico episodio e quindi autoconclusivo.

Otaku: Qui da noi tale termine sta a indicare una forte passione nei riguardi di tutto ciò che è giapponese con particolare riferimento al mondo dei manga e degli anime e non comporta necessariamente legami di dipendenza nei confronti dei media ( al contrario di come il termine trae le sue origini). In Giappone esso ha connotati assai più negativi stando ad indicare una schiappa o un secchione in genere.

Prozine: Abbreviazione e contrazione dei termini inglesi "professional Magazine" che in italiano significa quindi rivista professionale. Si distinguono dalle fanzine, e opposto a loro in quanto prodotti amatoriali, per la migliore qualità tipografica e per una distribuzione più capillare ed ad ampio raggio.

Rodovetro: Nel cinema di animazione classico esso è un foglio d'acetato sul quale vengono disegnati i personaggi e gli oggetti da animare. Si possono sovrapporre più rodovetri per riuscire a fare muovere più oggetti in contemporanea su diversi piani (tale fenomeno è chiamato overplay) vedi anche il significato di Cel.

Ronin: Samurai, antichi guerrieri nipponici

Rorikon: contrazione di rorita konpurekkusu ovvero la translitterazione in katana  dell'ingese Lolita complex. Sta quindi ad indicare un genere erotico in cui le protagoniste delle vicende sono giovanissime adolescenti

Serial: Spettacolo che viene articolato in più puntate che possono essere continuative oppure episodi autoconclusivi i quali hanno però in comune con i precedenti e con i successivi o un medesimo cannovaccio oppure gli stessi personaggi. La serialità può essere suddivisa in varie fasce : quella corta che varia dalle 2 alle 4 puntate, quella media che varia dalle 5 alle 26 puntate e quella lunga che va oltre le 26 puntate.

Settei: Disegni e schizzi preparatori dei vari personaggi. Infatti ogni personaggio prima di essere utilizzato in un anime viene studiato attentamente nei più piccoli dettagli. Vengono disegnate infatti dello stesso personaggio più pose, più espressioni del volto, vengono provati i capi di abbigliamento che indosserà nel corso della serie e così via.

Shojo manga: significa letteralmente fumetto per ragazze, con questo nome si indicano i manga a sfondo per lo più sentimentale, le cui storie sono rivolte solitamente ad un pubblico femminile, ma sono apprezzate anche da quello maschile.
Nasce in Giappone nel primo dopoguerra, periodo in cui la figura femminile inizia a liberarsi dai molti stereotipi che l'avevano fino ad ora relegata a ruoli inferiori rispetto agli uomini, e si identifica in un'immagine più indipendente.

Shonen: Significa maschile, quindi per ragazzi. Vengono intesi dunque con questo termine i manga realizzati appositamente per un pubblico di adolescenti di sesso maschile e trattano temi per lo più d'azione, di fantascienza e horror

Shonen ai: tradotto letteralmente significa "amori maschili". Si utilizza questo termine per indicare manga a sondo omoerotico, pensati però per un pubblico esclusivamente femminile. Infatti al di la dell'attrazione fisica, i protagonisti maschili, oltre ad essere immersi in atmosfere molto simili a quelle shojo, hanno spesso una sensibilità tutta femminile, mostrando i propri sentimenti e dimostrando a volte la propria fragilità

Tachiyomi: pratica dedita nel leggere i fumetti direttamente all'interno del punto vendita facendo finta di curiosare, con lo scopo di non dover poi acquistare i volumi.

Tankobon: Classico volumetto edito in Giappone dalle dimensioni di 11x17 cm attraverso cui vengono diffusi i manga. Solitamente sono molto curati nella copertina e dotati di sovraccoperta.

Target: In marketing tale termine indica la fascia di pubblico che una tale azienda si indirizza con il suo prodotto. Letteralmente viene tradotto come 'bersaglio'.

Visual Novel: Con questo nome (ビジュアルノベル, bijuaru noberu) si intendono i videogiochi con un'avventura interattiva e come sotto intende il nome stesso si parla di una commistione tra il gioco e un romanzo. Solitamente le visual novel vengono realizzate per pc, ma laddove il prodotto sia molto conosciuto si ha un adattamento anche per le consolle. In Giappone le visual novel costituiscono circa il 70% del mercato di giochi per pc mentre negli altri paesi la loro presenza è praticamente inesistente.

Wideban: E' diventata ormai un abitudine in Giappone stampare le opere più interessanti in una serie di albi di grande formato e dal gran numero di pagine accompagnati da ricchi articoli di approfondimenti e di analisi dettagliate. Inoltre sono sempre presenti degli inserti con poster da staccare e collezionare e immagini a colori. La carta è di bassa qualità, infatti è per lo più riciclata e questo fa si che il prezzo degli albi sia relativamente basso. Il termine nasce dall'unione di Wide (largo) e ban (edizione).