dossiers fun advisesfeed rss The dreamersDGray Man World
Gundam Wing ZeroKeron Army
Shoujo-loveGob

Titoli delle serie

La cosa che balza subito all’occhio prendendo in considerazione una determinata serie animata giunta qui in Italia è il titolo. Nel caso in cui il titolo originale sia giapponese, risulta necessaria e doverosa una traduzione nella nostra lingua. Uno spettatore trovandosi di fronte ad un titolo come
  • Mizuiro JidaiMizuiro Jidai
Mitsubachi Maya no boken non può che ritrovarsi spiazzato. Quindi giustamente si è pensato di tradurlo in italiano con il più semplice e intuitivo Le avventure dell’Ape Maya. Scopo di un titolo è infatti quello di cercare di definire e far intendere quale sarà l’argomento della serie stessa in modo conciso e soprattutto incisivo. Fin qui dunque tutto bene. I problemi iniziano a porsi quando ci troviamo di fronte a titoli che con gli originali hanno ben poco a che fare. Prendiamo ad esempio in considerazione il titolo Mizuiro Jidaiche tradotto letteralmente in italiano significa l’età dell’acqua marina. Tale titolo assume un gran significato nella terra d’origine per via del fatto che in Giappone si è soliti attribuire ad ogni diversa età dell’uomo un colore specifico, che, nel caso della serie in questione, vede il colore acqua marina atto a significare l’adolescenza. Periodo quindi di grandi cambiamenti sia psicologici che fisici, di scoperte e di novità. In Italia la serie è stata presentata al grande pubblico con il titolo di Temi d’amore tra i banchi di scuola, il quale ha ben poco a che vedere col significato che l’autore dell’opera aveva voluto attribuirle. In Italia si è preferito infatti attirare l’attenzione dei giovani spettatori sulle questioni  sentimentali, che, certamente sono presenti nella serie, ma di sicuro non ne esauriscono l’intreccio che al contrario vuole estendersi toccando tutti quei punti caratteristici e di vitale importanza che contraddistinguono l’età dello sviluppo. Un’altra serie molto conosciuta e tra le altre cose replicata molte volte, il cui titolo ha avuto un adattamento simile è Attacker Yū . Tradotto letteralmente significa “Yū l’attacante”, dove Yū è il nome proprio della protagonista. In Italia questa serie è stata trasmessa per la prima volta nel 1985, momento in cui il genere shōjo
  • Attacker YūAttacker Yū
riscuoteva molto successo, e il titolo è stato prontamente adattato facendolo diventare Mila e Shiro due cuori nella pallavolo. La scelta lascia qualche perplessità visto che la presenza di Shiro è decisamente circoscritta. Egli rimane in scena per pochi minuti durante qualche episodio. Certamente è una persona importante per Yū, ma non per l’intera serie, tanto da inserirlo addirittura nel titolo. L’anime in questione infatti, come il genere sportivo richiede, si sviluppa nei tentativi da parte della protagonista di impegnarsi con tutte le sue forze per poter raggiungere risultati importanti nel campo della pallavolo, mentre le tematiche amorose, slittano addirittura sullo sfondo. I rapporti umani in gioco sono ben altri. Le conoscenze fatte sul campo di gara acquisiscono infatti gran rilievo. Antagoniste per necessità, ma grandi amiche nella vita di tutti i giorni, le protagoniste della serie portano in primo piano valori fondamentali come il rispetto e la stima nei confronti del prossimo. Essi andando di pari passo con l’agonismo divengono il leitmotiv di questo anime sportivo.
Sussistono poi dei casi in cui l’adattamento, oltre a sembrare particolarmente immotivato, risulta anche di poca praticità. Si pensi infatti a quelle serie che già originalmente presentano titoli in inglese, scelti appositamente in previsione di sicure esportazioni, che nel nostro paese vengono non solo tradotti, ma per di più malamente adattati. Caso esemplare a tal proposito è The Slayers . La traduzione letterale, “gli assassini”, sarebbe magari stata eccessiva, ma si sarebbe potuto sicuramente trovare una soluzione migliore rispetto al titolo attribuitogli qui in Italia: Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina . Esso infatti non solo mal si adatta alla serie in questione, ma risulta essere decisamente troppo lungo e artificioso.
Un discorso a parte merita invece la serie animata La seine no hoshi . Il titolo tradotto letteralmente significa “La stella della Senna” che altri non è che la protagonista dell’anime. La serie acquisita e trasmessa dalla ex Fininvest (ora Mediaset) è stata probabilmente visionata solo per quel che riguarda i primi episodi dove Simone non è ancora divenuta l’eroina conosciuta come Stella della Senna. Nei primi episodi a farla da padrone è infatti il Tulipano nero , al quale appunto il titolo italiano si rifà, che però nel giro di poco tempo è costretto ad allontanarsi da Parigi per poi farvi ritorno solo nel finale dell’anime.
Come si è quindi potuto notare in questa breve carrellata in cui sono stati proposti solo alcuni degli innumerevoli esempi esistenti, le scelte per quel che concerne i titoli delle serie animate raramente coincidono con quelli originali e peggio ancora in molti casi mal rappresentano le opere stesse. Titoli che dunque vengono scelti per lo più arbitrariamente, in base a esigenze di mercato, o peggio ancora senza un’attenta valutazione del prodotto.