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Le sigle

Le sigle originali, sia di apertura che di chiusura, chiamate rispettivamente opening e ending , delle varie serie animate, come si può notare vengono immancabilmente eliminate. In Giappone, inversamente a quello che accade in Italia le sigle non sono una parte accessoria dell’anime, al contrario, ne rappresentano la massima essenza, tanto da essere utilizzate in molti casi come il biglietto da visita della serie animata stessa.
  • Bishojo senshi Sailor MoonBishojo senshi Sailor Moon
Innanzitutto bisogna precisare che l’opening e l’ending sono differenti l’una dall’altra e che nel caso ci si trovi di fronte a serie particolarmente lunghe esse verranno modificate di stagione in stagione. Per quel che riguarda il fronte visivo invece bisogna prendere in considerazione il fatto che come sottofondo alle sigle vengono appositamente creati dei video. Essi, solitamente affidati ai character design più esperti, vengono curati in ogni minimo dettaglio, con particolare attenzione oltre che per il disegno, per la colorazione e la fluidità dei movimenti. A questa attenzione e cura vengono contrapposti qui in Italia, dei video costituiti da collage per lo più casuali di vari fotogrammi presi direttamente dalla serie. Nella maggior parte dei casi le brevi sequenze estratte appaiono inappropriate rispetto al commento musicale. Un caso del tutto esemplare da ricordare è quello avvenuto col video della sigla di E’ quasi magia Johnny in cui è presente una scena, che nella serie viene censurata e per questo mai andata in onda. La cosa appare molto bizzarra e questo controsenso può essere spiegato semplicemente col fatto che i video delle sigle vengono fatti per primi, utilizzando a tal proposito i master della serie, senza eventuali considerazioni di sorta. Inoltre contrariamente a quello che accade nel Sol levante, in Italia non vi è alcuna distinzione tra opening e ending. Per una determinata serie, corta o lunga che sia, viene composta una sola sigla e viene creato un solo video. Ma per quale motivo non  mantenere le sigle originali? Principalmente per non aumentare ulteriormente i costi. Infatti utilizzare le sigle originali significherebbe doverne acquisire i diritti. Se ne deduce quindi che da un punto di vista economico è molto più conveniente realizzarle ex novo. In questo modo le sigle poi possono essere distribuite e vendute nel mercato nazionale.Dal punto di vista sonoro, nel nostro paese, in cui gli anime vengono ritenuti dei prodotti destinati all’infanzia, le canzoni vengono scritte e composte idealmente per un pubblico di bambini. Si è cercato quindi di creare sigle melodiche, orecchiabili e soprattutto facilmente memorizzabili. Questo da una parte ha certamente portato gli spettatori a ricordarle nel tempo,
  • Versaille no baraVersaille no bara
perché no, anche con un pizzico di nostalgia, ma dalla parte opposta ha sicuramente portato a un impoverimento a livello contenutistico non da poco. In Giappone le sigle, oltre ad essere scritte ed eseguite da artisti di spicco, senza nulla togliere alla nostra Cristina D’Avena, sono molto variegate e ben si adattano all’atmosfera degli anime che rappresentano proprio perché essi vengono sviluppati, oltre che per diversi tipi di target, in base a generi completamente differenti.
Qui in Italia invece, indirizzandosi principalmente a bambini, tutte le sigle vengono bene o male uniformate allo stesso livello, utilizzando testi e metriche estremamente semplici, tanto da permetterne l’immediata memorizzazione e ripetizione. La maggior parte delle canzoni dunque vengono composte per essere non solo facilmente comprese, ma addirittura eseguite dai bambini. A tal proposito basti solo pensare che molte molte sigle venivano fatte cantare dal Piccolo Coro dell’Antoniano, dal quale tra l’altro la stessa Cristina D’Avena proviene. Bisogna poi ricordare il fatto che la maggior parte di anime giunte nel nostro paese, è stato trasmesso dalla Mediaset, in cui quasi tutte le sigle sono state scritte da Alessandra Valeri Manera. Il che sta a significare un’ulteriore omologazione. Inoltre bisogna ricordare che le stesse sigle italiane sono state più volte modificate nel passare degli anni. Infatti non appena le serie animate giapponesi sbarcarono in Italia il modus operandi era differente. Solitamente venivano mantenuti i video originali (un esempio per tutti che di sicuro è rimasto nel cuore di coloro che a suo tempo l'hanno visto è la stupenda opening di Versaille no bara ) mentre venivano realizzate ex novo le canzoni. Esse diversamente da quel che accade ora venivano cantate e scritte da personaggi variegati e alcuni c'è da dire anche di spicco nel mondo della musica italiana, anche se c'è da dire  che dal punto di vista melodico e contenutistico erano realizzate con lo scopo di piacere a un target prettamente infantile.